Noemi Coop. Sociale
Image and video hosting by TinyPic
Mappa del Sito
Contatore Visite
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi25
mod_vvisit_counterIeri31
mod_vvisit_counterQuesta Settimana161
mod_vvisit_counterSettimana Scorsa183
mod_vvisit_counterQuesto Mese488
mod_vvisit_counterUltimo Mese790
mod_vvisit_counterTotale92328

Online : 1
Tuo IP: 18.232.99.123
,
Oggi è 19-07-2019 Ore22:48
Home Perchè "Udite Agar"

  "Udite Agar” 

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME

 

"Udite Agar” 

è il simbolo del voler ascoltare e far udire la voce di chi come Agar si trova in situazioni di violenza!

 

 

 

Agar è una donna presente nella Bibbia, la sua storia è raccontata nel Libro della Genesi inserita e carica dei costumi e della cultura del tempo.

È la vicenda di una donna maltrattata, straniera, schiava, povera, trattata come un oggetto, ma è feconda.

È una vicenda di oppressione, come molte nel nostro tempo. La vita di questa donna si intreccia con la vita di Abramo e di Sara sua moglie.

Sara, moglie di Abram non può avere figli, perché sterile, così ricorre a una schiava, Agar, il cui nome significa straniero (Hager: ger…straniero), per avere una propria discendenza. Sarai decide di dare Agar in moglie ad Abramo, come previsto dalle leggi del tempo.

Agar, pur essendo data “in moglie” al capo-clan, rimane sempre nella condizione di schiava. Legalmente, tuttavia, non diventa una concubina di Abram, ma veramente sua moglie, esattamente come Sara.

La schiava partoriva “sulle ginocchia” della padrona e così il bambino simbolicamente nasceva quasi dal grembo stesso di lei  (Gn 30, 3), e così accade per Agar e Sara.

Sara si sente minacciata e infastidita dalla presunzione e dalla superiorità della schiava. Agar vive così, una situazione drammatica, di maltrattamenti e a causa di ciò è spinta alla fuga verso il paese natio. Il verbo “maltrattare” comprende in sé il senso di un’oppressione dura e severa; ecco perché Agar fugge, per salvare la propria vita dalla padrona.

Agar scappa nel deserto ed qui che viene  visitata dall’angelo del Signore.

Nel deserto per la prima volta, Agar si sente chiamata per nome, interpellata e parla.

L’incontro con l’angelo è avvenuto presso una sorgente, che secondo il Vecchio Testamento, è un luogo dove si sperimenta l’assistenza di Dio quando l’uomo giusto è in difficoltà  (Gd 15,19).

Agar partorisce un bambino, Ismaele, che significa “Dio ha ascoltato”, ma non nel senso che abbia “ha ascoltato la voce” di Agar che non gli ha rivolto alcuna supplica, ma per il fatto che il Signore (Jhwh) ha ascoltato la sua sofferenza, come fosse una invocazione tacita.

Il figlio nato, Iamaele, è ritenuto capostipite di un popolo che non conoscerà la schiavitù che sua madre ha esperimentato.

Contatto Immediato
Per capire la Violenza
Riferimenti Normativi
I Tuoi Diritti
Contattaci con Skype

Contattaci tramite skype

My state
Siamo Qui